La PA che si vede sempre di più
Si è svolta a Roma presso il Ministero per la PA e l’Innovazione la cerimonia di premiazione del concorso nazionale “La PA che si vede”. L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, premia le migliori realizzazioni video delle amministrazioni pubbliche italiane. Ne parliamo con Roberto Santi, che per Formez PA cura l’organizzazione del premio dalla sua nascita
Il premio è oggi un’iniziativa decisamente consolidata, specie se consideriamo le duecento candidature che avete ricevuto in questa edizione. E’ un segnale che la comunicazione video è ormai diventata una prassi per molte amministrazioni. Che evoluzione ha notato in questi anni in termini di qualità dei prodotti presentati?
La principale novità sta nella costruzione del messaggio. Oggi le PA fanno video con l’obiettivo di dare un servizio al cittadino. La rappresentazione audiovisiva facilita la fruizione, impone semplicità delle espressioni e sintesi. Nei primi anni i video erano voluti dai vertici politici e il contenuto era prevalentemente auto celebrativo ma con conseguenze per lo più nefaste, di sovra comunicazione inutile e noiosa per lo spettatore. Un’altra novità è nell’uso delle tecniche e nella creatività: alcuni video hanno miscelato riprese tradizionali ed animazioni, sul modello di Roger Rabbit, ricorda?
Ritiene corretto affermare che oggi presso alcune amministrazioni pubbliche il video sia già uno strumento di informazione e promozione delle attività integrato pienamente nelle ordinaria strategie comunicative? O si parla invece ancora di produzioni sporadiche e legate a occasioni particolari?
Il fenomeno è in netta ascesa, non c’è dubbio. Le PA, soprattutto quelle con maggiore disponibilità di budget, hanno sempre visto il video come la parte più importante per la promozione di servizi e iniziative. Solo che prima si faceva un video (a costi alti) se questo veniva poi veicolato dalla Tv (a costi altissimi), unico media per vederlo. Ora le attrezzature sono a portata di tutti. E le piattaforme di distribuzione sono di più e a costi contenuti: i siti istituzionali, con l’acquisto di un server di due mila euro, possono mantenere e rendere sempre disponibili al pubblico un buon numero di video; la piattaforma You Tube è completamente gratuita e permette alle PA di crearsi un proprio spazio video. Naturalmente anche lo sviluppo della banda larga (lato PA e residenziale) sta contribuendo allo sviluppo dei video. Da ultimo, gioca un ruolo sempre più importante l’uso di terminali di nuova generazione e il wi-fi. Con il 2010, e non lo dico solo per i risultati del premio, direi che si ribalta la questione: sono indietro quelle amministrazioni che non producono qualche video.
Oggi non ci sono più solo produzioni commissionate ad agenzie specializzate, molte amministrazioni stanno sperimentando il “fai da te” con personale e attrezzature interne. Che riscontro avete nelle candidature e nella tipologia delle produzioni?
Personalmente ritengo che ci sia ancora un gap ampio tra le agenzie specializzate e il “fai da te”. Ma non c’è dubbio che è destinato a ridursi. Ed in tempi brevissimi. La questione dei costi gioca molto a favore dell’autoproduzione. Anche la professionalizzazione degli Uffici Stampa si sta adeguando rapidamente. Poi bisogna considerare la tipologia di produzione: per uno spot di 30 secondi è un conto, se si tratta di produrre un notiziario ogni settimana non avrei dubbi. Nelle candidature dei video per il turismo c’è un prevalente zampino di agenzie private. Ma certo quel video della Provincia di Savona, con il Presidente che ci mette la faccia e apre la porta di casa sua dicendo “prego, entrate, benvenuti a casa tua” (campagna di sensibilizzazione per il decoro urbano) mi ha colpito davvero.
Veniamo ai video che hanno vinto questa edizione. Quali sono le realizzazioni che l’hanno colpita maggiormente nelle varie sezioni?
Per il turismo, quello della Regione Basilicata: con “due lire” ed una fotografia eccellente hanno fatto un capolavoro. Ottima la strategia di impiegare il modello della pubblicità comparativa per esaltare la varietà del territorio. Anche quello della comunità Valle Camonica e quello della Regione Puglia meritano. Per i Canali Tematici: quello dell’Azienda Ospedaliera Meyer di Firenze era un capolavoro, tocca il cuore; quello della Camera di Commercio di Milano, invece, lo considero un esempio di “video di servizio”. Sui video promozionali, le PA hanno fatto vedere le cose più interessanti. In questo senso consiglio soprattutto di vedere quello della Regione Piemonte e quello della Provincia di Milano. In quest’ultimo, addirittura, l’ente ha dato appuntamento al cast (tutto casuale) attraverso la sua pagina di Facebook. Un uso veramente nuovo del social network. Mi hanno deluso quelli sui servizi interattivi. Ma ormai è conclamata la difficoltà di rappresentare i servizi interattivi attraverso il video.
Le regioni si sono dimostrate particolarmente attive a giudicare dall’elenco dei premiati. Crede che vedremo in futuro un proliferare di veri e propri canali pubblici regionali distribuiti sulle diverse piattaforme, dal web all’etere?
Auspico che le Regioni accompagnino tutte le amministrazioni del territorio verso lo sviluppo di iniziative di produzione audiovisiva, ma lasciando a ciascuno una buona autonomia di produzione. La regionalizzazione dei video sarebbe utile dal punto di vista turistico e per l’informazione sanitaria, per esempio. Per quanto riguarda l’etere, starei molto attento. Io credo che tra non molti anni la Tv come la vediamo oggi scomparirà letteralmente. Sarà il trionfo dell’on line, invece.
Nella categoria dei servizi interattivi il prodotto proposto dalla Regione Veneto sembra particolarmente interessante per agevolare la creazione di canali personalizzati delle amministrazioni locali. E’ questa la strada per la multimedialità delle piccole amministrazioni?
Se un ente grosso offre gli strumenti minimi e non fagocita il piccolo, direi che quella proposta dalla Regione Veneto è una vera innovazione. Ma anche Google ci pone dei limiti nella personalizzazione del canale You Tube… La giuria, nelle motivazioni di quel video, ha ritenuto di lanciare una sfida alla Regione Veneto: coinvolgere tutto il territorio in una sperimentazione. Certo hanno bisogno di una regia seria per aggregare contenuti omogenei, e della disponibilità dei vertici politici ed istituzionali di una gran quantità di amministrazioni. In questa Italia la vedo dura.
Intervista a cura di Claudio Forghieri
Direttore Scientifico E-GOV
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